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ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

 

ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

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  ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

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ENTE AGOSTO MEDIEVALE

I SESTIERI
L'Agosto Medievale è l'espressione della volontà e della volontarietà di molti cittadini ventimigliesi, che riuniti in Associazioni chiamate "Rezerie" o "Compagnie di Sestiere", hanno creato i presupposti per l'insediamento dell' Ente Agosto Medievale, che gestisce le manifestazioni estive e collegate.
Le Rezerie di Sestiere, si sono create per analogia alle medievali "Compagnie" o Gilde di mestiere o di quartiere.
L'Agosto Medievale è l'espressione della volontà e della volontarietà di molti cittadini ventimigliesi, che riuniti in Associazioni chiamate "Rezerie" o "Compagnie di Sestiere", hanno creato i presupposti per l'insediamento dell' Ente Agosto Medievale, che gestisce le manifestazioni estive e collegate.
Le Rezerie di Sestiere, si sono create per analogia alle medievali "Compagnie" o Gilde di mestiere o di quartiere.
Prendendo spunto dalla divisione in Sestieri della nostra antica città, ne hanno assunto i nomi seicenteschi e li hanno adottati per l'abitato della città nuova, che nei secoli si è andata formando sulla riva destra del fiume Roia, sul terreno attorno al Convento Agostiniano, stimolata dalla presenza della Stazione Ferroviaria Internazionale e nella piana chiamata Asse, fino ad arrivare, quasi a soffocare l'antica Città romana, detta Città Nervina.
Nel Medioevo la città era divisa amministrativamente in quartieri; purtroppo, di questo periodo, difettano le documentazioni, perciò si possono azzardare ipotesi, partendo dalle indicazioni del Rossi. Egli divideva la città nei quartieri di Castello, Campo, Lago e Borgo, smentendosi subito dopo, quando parlava della soppressione delle case del Lago, dette in seguito Borgo e citando l'hospitalis de Oliveto.
Nel Duecento, i quartieri erano dunque: Castello, Campo, Oliveto e Lago, poi Borgo.
In Castello, con la chiesa cattedrale, in tre navate a forma di basilica, col tempietto ottagonale dedicato a San Giovanni, cioè il battistero, e con la chiesa di Santa Chiara, con annesso monastero, erano il castello dei Conti, l'episcopio, la canonica e la "contracta Judicum", oltre ad una strada detta Curritorio. Si poneva tra il Cavu ed il Funtanin tagliando per Santa Chiara, via Falerina, via Giudici fino agli scuri. Nel XIII secolo, con l'avvento del libero comune marinaro, seguito dall'occupazione genovese, il castello prende il nome di Piazza.
Nell' Oliveto, invece, erano la platea Curlorum e la carreria San Michaelis, che mettevano capo ad una porta della città che aveva fuori le mura una chiesa di tal nome, con annesso "l'hospitalis de Oliveto", diretto dai monaci benedettini, che curavano il fuoco sacro.
La chiesa ed il convento di San Francesco, che in quel periodo si trovavano all’esterno delle mura, si possono situare oltre vico delle Torri, che segnava la cinta muraria duecentesca. A partire dai macelli comprendeva la colletta fino a Murrudibò e San Michele con le abitazioni contenute nella recente Piazza Borea.
Nel Campo, poteva trovarsi “l'hospedale de Arena o de Cardona”, su quella che oggi è piazzetta Morosini e la Rocchetta. cittadella fortificata. Da Piazza del canto agli scuri, con tutta la rocchetta, comprendendo il Campo di Marzio e parte degli orti del Ciossu.
Il Lago si chiamava così per la presenza del Porto canale, che si dispiegava sulla superficie attualmente occupata dai caseggiati a nord di piazza della Costituente, fino al deposito della Riviera Trasporti. Nel XV secolo spariva il quartiere Lago assieme al porto canale che gli dava il nome e al suo posto prende forma un diverso agglomerato che viene chiamato Burgu.
Le case d'abitazione erano situate tra il Ciousu ed i Rivai, e al posto dell'attuale via Biancheri, fino a Porta Marina e le Mura di meridione.
Fuori delle mura, sulla strada di Provenza, era la chiesa di San Lazzaro, con il romitorio per i lebbrosi. Un altro pio ricovero era all'estremo confine orientale del territorio del Comune, l'Ospedale S. Mariae de Rota, in cui gli infermi potevano godere del beneficio delle acque sulfuree che vi sgorgavano.
Ancora nel Seicento, la città è divisa in Quartieri, dei quali si conservano ancor oggi i confini. I quartieri seicenteschi erano: Piazza, Oliveto, Campo e Borgo e si riconoscevano assai nelle divisioni tenute nei secoli precedenti.
Castello, conteneva la Cattedrale ed il Battistero, la chiesa di Santa Chiara, poi San Giovanni, la Loggia del Parlamento, il Magazzino dell'Abbondanza, l'Oratorio dei Neri, il convento e la chiesa di San Francesco, oltre al Castello contile ormai ridotto a rovina e tutta una serie di "alberghi" delle famiglie più potenti della città, lungo le Carrerie situate a ridosso delle mura di ponente.
Oliveto, dalla piazzetta del Canto giungeva fino a Porta Nizza, comprendendo la chiesa di San Michele, Porta Piemonte, l'ultimo tratto della Carreria di Mergaria, i Macelli, Murrudibò e le cinquecentesche Mura di tramontana, con l'interna Porta Paramuri, che si affacciava sul Ciousu.
Campo, dalla Porta interna, che si apriva sulla piazzetta del Canto, si estendeva verso levante, comprendendo la Rocchetta, l'ospedale Santo Spirito (nell'attuale piazzetta Morosini), gli Scuri, gli Staggi e l'attuale via Falerina.
Il Borgo, sostituiva il decaduto quartiere del Lago, ed occupando i depositi accumulati sull’antico porto canale, dal Ciousu, giungeva ai Rivai, diviso dalla Porta interna del Borgo. Conteneva un buon numero di abitazioni borghesi, attorno alla salita agli Scuri, a vico Lavandaie, lungo le Mura di levante, dove si apriva la Porta del Ponte o di Sant' Agostino, fino a Porta Marina ed il Collegio.
II 20 giugno 1797, i patrioti rivoluzionari ribattezzarono i quartieri cittadini con nomi più consoni alle direttive democratiche della Convenzione. Si appellò della “Rigenerazione” quello di Piazza, della “Temperanza” quello dell'Oliveto, “dell'Amore” quello del Borgo e si disse di “Marte” la piazza della colletta; mentre veniva piantato, davanti alla cattedrale, l'albero della Libertà.
Nell'Ottocento, in seguito al colto intervento di Girolamo Rossi, prima segretario comunale e poi eletto consigliere ed assessore, venivano aggiunti ai quartieri, che diventavano così Sestieri, due borgate esterne alle mura: il rione della Marina, fuori Portamarina, attorno alla chiesetta di San Nicolò, oggi San Giuseppe, con molta attività marinara. Attorno alla Bastida Genovese del XIII secolo vi era un acquitrino alimentato dalle frequenti piene del Roia e detto "i Paschei". Qui, grazie alla parziale opera di bonifica degli agostiniani, nasceva un complesso conventuale nel 1487, prima costruzione in muratura eretta tra la medievale rocca di Ventimiglia e l'antica Albintirnilium romana. In quel convento, nel 1638, fu fondata da parte di padre Angelico Aprosio, la Biblioteca Aprosiana, la prima aperta al pubblico di tutta la Liguria, che già nel 1797 contava oltre 6000 volumi.
Con l'apertura della Linea Ferroviaria. nel 1872, la popolazione cd i servizi pubblici della città si spostarono decisamente sulla pianura alluvionale della riva sinistra del Roia. Questa zona sarà chiamata Sestiere di San Agostino, ma conosciuta popolarmente come Cuventu.
Nel 1977, il Comitato per l'Agosto Medievale disponeva, i nomi dei Sestieri, ormai presenti soltanto sulle targhe stradali della città alta, per distribuirli in modo coerente sul nuovo tessuto urbano.
La pratica funziona, perché i ventimigliesi assimilano le nuove demarcazioni e comincia ad identificarvi i ritrovati Sestieri.

Confini territoriali dei Sestieri
Ventimiglia - confini territoriali dei Sestieri

 

   

 

 
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