Nel 1587, nel ponente ligure, nel paese di Triora, da circa tre anni ci furono dei problemi nella raccolta del grano per una grave siccità. Nella zona, conosciuta come il granaio della Repubblica per la ricchezza dei suoi raccolti, crebbe una grande preoccupazione accompagnata dal malcontento della popolazione. La mancanza di pioggia, secondo una consolidata superstizione, venne attribuita a un sortilegio e cominciò una ricerca spasmodica degli artefici della “fattura”. Sospetti e dicerie che misero in moto le cariche pubbliche e religiose della zona, alla ricerca del capro espiatorio della difficile situazione. Indagini che vennero influenzate dalla paranoia e dalla superstizione. Furono identificate, in una prima fase, venti donne. Occorre dire, per essere chiari, che le pratiche superstiziose a quei tempi erano talmente diffuse ancora parallelamente al cristianesimo, che accusare qualcuno di stregoneria era semplicissimo. Questo, ovviamente, non aveva nulla a che fare con la siccità. Il podestà di Triora, Stefano Carrega, procedette con gli arresti e chiese al doge di Genova e al vescovo di Albenga di procedere all’invio degli inquisitori, per poter iniziare il processo.

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ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

 

  ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

AURIVEU

BURGU
CAMPU
CIASSA
CUVENTU
MARINA

 

 

Agosto Medievale - 2022

Le Streghe Liguri

(1488 - 1589)

Tra il XIV e il XVI secolo si svolse una frenetica caccia alle streghe liguri, che coinvolse personaggi importanti come il podestà di Triora Stefano Carrega, il doge di Genova, il vescovo di Albenga, gli inquisitori come Girolamo del Pozzo, che avrebbe dovuto trovare le testimonianze. Nella contea di Ventimiglia, a partire dal 1579, ebbero inizio processi nei confronti di alcune donne accusate di stregoneria, così come in altre contee limitrofe. Si trattò di un evolversi crescente che culminava in torture terribili e portava quasi sempre alla morte. Tra il 1587 e il 1589 alcune donne vennero accusate di essere le streghe artefici delle pestilenze e della carestia, oltre che di cannibalismo verso bambini.
LES SORCIERES LIGURES
Entre le XIVème et le XVIème siècle se déchaine en Ligurie une chasse aux sorcières sans précédents qui va provoquer l’intervention d’importantes personnalités politiques et religieuses de la région comme le maire de Triora Stefano Carrega, le doge de Gênes, l'évêque d'Albenga, l’inquisiteur Girolamo del Pozzo, qui se chargeront de recueillir les témoignages les plus divers. Dans le comté de Vintimille, comme aussi dans les comtés voisins, à partir de 1579 des procès contre des femmes accusées de sorcellerie vont commencer, Le sort des accusées va s’aggraver de jour en jour à cause des horribles tortures qu’elles subiront les conduisant presque toujours à la mort. Entre 1587 et 1589 certaines d’entre-elles furent accusées d'être les sorcières responsables des pestilences et des famines ainsi que d’actes de cannibalisme vis à vis des enfants
LIGURIAN WITCHES
Between the 14th and the 16th centuries there was a frantic Ligurian witch hunt, involving important figures such as Stefano Carrega, Podestà of Triora, the doge of Genoa, the Bishop of Albenga, the inquisitors such as Girolamo del Pozzo, who was supposed to find the evidencies. Starting from 1579 in Ventimiglia County, as well as in other neighbouring counties, began trials against some women accused of witchcraft. There was a growing evolution that culminated in terrible tortures that almost always led to death. Between 1587 and 1589 some women were accused of being the witches who caused plagues and famine, as well as cannibalism towards children.
DIE LIGURISCHEN HEXEN
Zwischen dem 14. und 16. Jahrhundert fand eine frenetische Jagd auf ligurische Hexen statt. Daran beteiligt waren wichtige Persönlichkeiten wie der Bürgermeister von Triora Stefano Carrega, der Doge von Genua, der Bischof von Albenga und Inquisitoren wie Girolamo del Pozzo, der die Zeugen suchen sollte. Ab 1579 begannen in der Grafschaft von Ventimiglia und benachbarten Grafschaften Prozesse gegen Frauen, die der Hexerei angeklagt waren. Es war eine eskalierende Entwicklung, die in schrecklicher Folter gipfelte und fast immer zum Tod führte. Zwischen 1587 und 1589 wurden einige Frauen beschuldigt, als Hexen für Seuchen und Hungersnöte sowie für Kannibalismus an Kindern verantwortlich zu sein

 

 - SESTIERE CUVENTU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: SALITA MONS. DAFFRA

 - IL PODESTÀ - STEFANO CARREGA


Nel 1587, nel ponente ligure, nel paese di Triora, da circa tre anni ci furono dei problemi nella raccolta del grano per una grave siccità. Nella zona, conosciuta come il granaio della Repubblica per la ricchezza dei suoi raccolti, crebbe una grande preoccupazione accompagnata dal malcontento della popolazione. La mancanza di pioggia, secondo una consolidata superstizione, venne attribuita a un sortilegio e cominciò una ricerca spasmodica degli artefici della “fattura”. Sospetti e dicerie che misero in moto le cariche pubbliche e religiose della zona, alla ricerca del capro espiatorio della difficile situazione. Indagini che vennero influenzate dalla paranoia e dalla superstizione. Furono identificate, in una prima fase, venti donne. Occorre dire, per essere chiari, che le pratiche superstiziose a quei tempi erano talmente diffuse ancora parallelamente al cristianesimo, che accusare qualcuno di stregoneria era semplicissimo. Questo, ovviamente, non aveva nulla a che fare con la siccità. Il podestà di Triora, Stefano Carrega, procedette con gli arresti e chiese al doge di Genova e al vescovo di Albenga di procedere all’invio degli inquisitori, per poter iniziare il processo. LE PODESTÀ - STEFANO CARREGA
En 1587 dans le village de Triora - arrière-pays de la riviera occidentale Ligure- à cause d'une grave sécheresse qui dura trois années, la récolte du blé fut gravement compromise. Dans cette région, connue comme le grenier de la République pour la richesse de ses récoltes, l’inquiétude grandit de plus en plus ; ainsi que le mécontentement de la population. Le manque de pluie, selon une superstition consolidée, fut attribué à des sortilèges qui donnèrent lieu à une chasse effrénée aux jeteurs de sorts. Des soupçons et des rumeurs mirent en marche les pouvoirs publics et religieux de la région, souvent à la recherche d’un bouc émissaire, de quelqu’un à qui attribuer ces phénomènes. Des enquêtes, influencées par la paranoïa et la superstition, démarrèrent. Dans un premier temps on signala une vingtaine de femmes. Il faut dire - pour être clairs - que les pratiques liées à la superstition étaient encore bien répandues à cette époque, en parallèle avec la foi chrétienne et accuser quelqu'un de sorcellerie était vraiment simple. Cela, bien sûr, n'avait rien à voir avec la sécheresse. Le maire de Triora, Stefano Carrega, procéda aux arrestations et demanda au doge de Gênes et à l'évêque d'Albenga d'envoyer les Inquisiteurs, afin de commencer les procès.
IL PODESTÀ - STEFANO CARREGA
In 1587 in western Liguria, in the village of Triora, for about three years, there were problems in the harvesting of wheat due to a severe drought. In the area, known as the barn of the Republic for the richness of its crops, a great concern grew accompanied by the discontent of the population. The lack of rain, according to a well-established superstition, was attributed to a spell and a spasmodic search of the guilty ones began. Suspicions and rumours pushed public and religious authorities of the area, to search the scapegoat of the difficult situation. The investigations were influenced by paranoia and superstition. At first twenty women were identified. It must be said, to be clear, that superstitious practices at that time were so widespread as well as Christianity, so that was very simple to be accused of witchcraft. This, of course, had nothing to do with the drought. The podestà of Triora, Stefano Carrega, made the arrests and asked the doge of Genoa and the Bishop of Albenga to send the inquisitors, in order to begin the trial.
DER BÜRGERMEISTER STEFANO CARREGA
Im Jahr 1587 gab es im Dorf Triora der ligurischen Ponente aufgrund einer schweren Dürre seit etwa drei Jahren Probleme bei der Getreideernte. In der Gegend, die durch ihren Erntereichtum als Kornkammer der Republik galt, wuchs die Besorgnis und Unzufriedenheit der Bevölkerung. Das Ausbleiben des Regens wurde einem weit verbreiteten Aberglauben zufolge auf einen Bann zurückgeführt, und es begann eine krampfhafte Suche nach den Verursachern des „Fluchs“. Verdächtigungen und Gerüchte setzten die öffentlichen und kirchlichen Stellen in Bewegung um einen Sündenbock der misslichen Situation zu finden. Die Untersuchungen waren von Paranoia und Aberglauben geprägt. In einem frühen Stadium wurden 20 Frauen indentifiziert. Um das klarzustellen, muss gesagt werden, dass die abergläubischen Praktiken in dieser Zeit parallel zur Christianisierung noch stark verbreitet waren, und es ein leichtes war jemanden der Hexerei anzuklagen. Dieses hatte jedoch rein gar nichts mit der Dürre zu tun. Der Bürgermeister von Triora, Stefano Carrega, schritt mit den Verhaftungen voran und erbat vom Dogen von Genua und vom Bischof von Albenga die Entsendung der Inquisitoren, damit der Prozess beginnen konnte.

 

 - SESTIERE CAMPU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA ROCCHETTA

 - GIROLAMO DEL POZZO

Nell'ottobre del 1587 il Parlamento locale, durante una seduta, chiese alle autorità civili e religiose di intervenire contro le presunte streghe; arrivarono così il vicario dell'Inquisitore di Genova e Albenga, nonché il sacerdote Girolamo del Pozzo, che sosteneva fermamente la presenza del maligno. Durante la celebrazione della messa, al momento della predica, il sacerdote chiese ai parrocchiani di denunciare le streghe. Vennero così arrestate venti donne che, a causa delle denunce estorte con torture, divennero presto trenta. Tra di loro tredici donne, quattro ragazze e un fanciullo si dichiararono rei confessi. Alcune case private furono trasformate in carceri, la più famosa delle quali fu casa del Meggio, oggi nominata Ca' de baggiure (Casa delle streghe). In pochissimo tempo avvennero le prime morti.
GIROLAMO DEL POZZO
En octobre 1587, au cours d'une séance, le Parlement local demanda aux autorités civiles et religieuses d'intervenir contre ces présumées sorcières. C’est ainsi que le vicaire de l'inquisiteur de Gênes et d'Albenga, le prêtre Girolamo Del Pozzo - qui soutenaient fermement la présence du malin – arrivèrent dans notre ville. Au cours de la célébration de la messe, au sermon Girolamo Del Pozzo demanda aux paroissiens de dénoncer les sorcières. Vingt femmes seront arrêtées tout d’abord mais leur nombre arrivera à trente à cause des confessions extorquées sous torture. En tout treize femmes, quatre filles et un garçon se déclarèrent coupables. Certaines maisons privées furent transformées en prison, dont la plus célèbre fut la maison du « Meggio », aujourd'hui appelée « Ca' de baggiure » (Maison des sorcières - n.d.t.). Les premiers décès auront lieu très rapidement.
GIROLAMO DEL POZZO
In October 1587 the local Parliament, during a session, asked the civil and religious authorities to take action against the alleged witches; thus the vicar of the Inquisitor of Genoa and Albenga came, as well as the priest Girolamo del Pozzo, who was firmly convinced of the presence of the evil. During the celebration of mass, at the time of the sermon, the priest asked the parishioners to denounce the witches. Twenty women were arrested and, due to the allegations extorted by torture, they soon became thirty. Among them thirteen women, four girls and a child confessed. Some private houses were converted into prisons, the most famous of which was the house of the Meggio, now named Ca' de baggiure (House of Witches). In a very short time, the first deaths occurred.
GIROLAMO DEL POZZO
Im Oktober 1587 beantragte das lokale Parlament während einer Sitzung bei den zivilen und religiösen Autoritäten gegen angebliche Hexen vorzugehen. So kamen der Vikar der Inquisition von Genua und Albenga ebenso wie der Priester Girolamo del Pozzo, der fest überzeugt die Präsenz des Bösen bestätigte. Während der Feier einer Messe forderte der Priester die Gläubigen in der Predigt auf die Hexen zu denunzieren. Dadurch wurden 20 Frauen verhaftet. Nach durch Folter erpressten Beschuldigungen stieg die Zahl schnell auf 30. Unter ihnen waren 13 Frauen, 4 Mädchen und ein Kleinkind, die sich schuldig bekannten. Einige Privathäuser wurden zu Gefängnissen. Das bekannteste wurde das Haus von Meggio, heute bekannt unter dem Namen „Ca‘ de baggiure“ (Casa delle streghe). In kürzester Zeit gab es die ersten Toten.

 

 - SESTIERE AURIVEU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA COLLETTA

 - ISOTTA STELLA

Una sessantenne di nobile famiglia, morì per le torture subite, un'altra donna invece si gettò dalla finestra. A seguito di queste tragedie e del clima di terrore, che si era venuto a creare, al processo intervenne anche il Consiglio degli Anziani, che il 13 gennaio 1588 chiese agli Inquisitori di procedere con maggior cautela. Vi erano tra le trenta donne, infatti, alcune persone nobili e influenti nella comunità. Dopo alcune indagini si convenne che la morte di Isotta Stella fu determinata dalle torture subite, ma il fatto della donna gettatasi dalla finestra fu spiegato come atto del maligno: "...una notte tentata dal diavolo procurò la fuga con guastore una sua veste che aveva indosso et accomodarla a guisa di benda, ma non l'essendo cascò subito che fu fuori dalla finestra" e la richiesta del Consiglio di una revisione del modo di procedere restò inascoltata dal Parlamento.
ISOTTA STELLA
Isotta Stella, une sexagénaire issue d'une famille noble, décéda des suites des tortures subies, tandis qu'une autre femme se jeta par la fenêtre. Suite à ces drames et au climat de terreur qui s'était instauré, le Conseil des Anciens participa au procès et, le 13 janvier 1588, demanda aux Inquisiteurs de procéder avec plus de prudence. En effet, parmi les trente femmes accusées, se trouvaient des membres influents ou appartenant à la noblesse locale. Les enquêteurs convinrent que la mort d'Isotta Stella avait été causée par les tortures subies ; par contre le cas de la femme qui s’était jetée par la fenêtre fut expliqué comme un acte du malin : « ... une nuit, tentée par le diable, elle tenta de s’enfuir en mettant un de ses habits qu’elle utilisa en guise de bandeau mais, comme ce dernier n’en était par un, elle tomba aussitôt qu’elle fut sortie de sa fenêtre » et la requête du Conseil de revoir les procédures ne fut jamais prise en considération par le Parlement.
ISOTTA STELLA
Isotta Stella, a 60-year-old woman from a noble family, died from the torture she suffered, instead another woman threw herself out the window. Following these tragedies and the climate of terror that had arisen, the Council of Elders also intervened in the process and, on 13th January 1588, asked the Inquisitors to go on with greater caution. In fact there were, among the thirty women, some noble and influential ones. After some investigations, it was decided that the death of Isotta Stella was determined by the torture suffered, but the fact of the woman thrown out of the window was explained as an act of the evil: "... one night she was tempted by the devil, who helped her escape making with her dress a bandage, but she fell immediately when out of the window" and the Council's request for a review of the method was unheeded by Parliament.
ISOTTA STELLA
Isotta Stella, eine sechzigjährige von adeliger Familie, starb durch erlittene Folter. Eine andere Frau stürzte sich aus dem Fenster. Als Folge dieser Tragödien und dem sich bildenden Klima des Terrors, intervenierte auch der Ältestenrat: Am 13. Januar 1588 forderte er die Inquisitoren auf mit höchster Vorsicht vorzugehen. Es befanden sich einige Adelige und einflußreiche Personen der Gemeinde unter den dreißig Frauen. Nach einigen Überprüfungen war man sich einig, dass der Tod von Isotta Stella durch die erlittenen Foltern verursacht wurde. Die Tatsache der sich aus dem Fenster gestürzten Frau wurde als böser Akt erklärt.: „ Isotta Stella, eine 60-jährige Frau aus einer Adelsfamilie, starb unter der Folter, eine andere Frau stürzte sich aus dem Fenster. Nach diesen Tragödien und dem Klima des Schreckens, das entstanden war, griff auch der Ältestenrat in den Prozess ein: Am 13. Januar 1588 forderte er die Inquisitoren auf, vorsichtiger vorzugehen. Tatsächlich befanden sich unter den dreißig Frauen einige vornehme und einflussreiche Personen aus der Gemeinde. Nach einigen Untersuchungen war man sich einig, dass der Tod von Isotta Stella durch die erlittenen Folterungen verursacht wurde, aber die Tatsache, dass die Frau sich aus dem Fenster stürzte, wurde als böser Akt erklärt: "...eines Nachts, als sie vom Teufel versucht wurde, versuchte sie zu fliehen, indem sie eines ihrer Kleidungsstücke abriss und es wie eine Augenbinde anlegte, die aber nicht abfiel, als sie aus dem Fenster stieg", und die Forderung des Rates nach einer Überprüfung des Verfahrens blieb vom Parlament ungehört.

 

 - SESTIERE CIASSA

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: VICO SAONESE

 - GIULIO SCRIBANI

Il governo genovese si mise in moto e nei primi giorni di maggio del 1588 arrivò l'Inquisitore Capo, il quale visitò le carceri, ma dispose la scarcerazione di una sola ragazzina di tredici anni. Un mese dopo, in giugno, Genova mandò un commissario straordinario di nome Giulio Scribani, o De Scribani, che inasprì il clima di terrore trasferendo le donne incarcerate a Genova e facendo di tutto per trovare altre nuove streghe. Le accuse rivolte alle sospettate furono: reato contro Dio, commercio con il demonio, omicidio di donne e bambini. Cominciarono nuovi interrogatori e supplizi, cui erano sottoposti quasi sempre degli innocenti. Questa persecuzione si estese anche ai paesi vicini, come Castel Vittorio e Sanremo, dove ebbero inizio altre cacce alle streghe.
GIULIO SCRIBANI
Le gouvernement génois se mit en mouvement et dans les premiers jours de mai 1588 l'Inquisiteur en chef arriva, visita les prisons, mais n’ordonna la libération que d'une seule fille de treize ans. Un mois plus tard, en juin, Gênes envoya un commissaire extraordinaire, un certain Giulio Scribani ou De Scribani, qui exacerba le climat de terreur en déplaçant les femmes incarcérées à Gênes et en faisant tout pour trouver encore de nouvelles sorcières. Les suspectes furent accusées de : crime contre Dieu, commerce avec le diable, meurtre de femmes et d'enfants. Les interrogatoires et les tortures reprirent à nouveau, pratiquement toujours envers des innocents. Les persécutions s’étendirent également aux villages voisins comme Castel Vittorio et Sanremo, où commencèrent d'autres chasses aux sorcières.
GIULIO SCRIBANI
The Genoese government began working and, in early May 1588, the Chief Inquisitor arrived, visited the prisons, but ordered only the release of one 13-yearold girl. A month later, in June, Genoa sent Giulio Scribani or De Scribani, a special commissioner, who increased the climate of terror by transferring the imprisoned women to Genoa and doing everything to find more new witches. The charges against the suspects were: crime against God, trade with the devil, murder of women and children. New interrogations and tortures began for almost always innocent people. This persecution was also extended to neighboring countries, such as Castel Vittorio and Sanremo, where witch hunts began.
GIULIO SCIBANI
Die genuesische Regierung setzte sich in Bewegung, und Anfang Mai 1588 traf der Oberinquisitor ein, der die Gefängnisse besuchte, aber nur die Freilassung eines dreizehnjährigen Mädchens anordnete. Einen Monat später, im Juni, schickte Genua einen außerordentlichen Kommissar namens Giulio Scribani oder De Scribani, der das Klima des Terrors noch verschärfte, indem er die inhaftierten Frauen nach Genua verlegte und alles daran setzte, weitere neue Hexen zu finden. Die Anklage gegen die Verdächtigen lautete: Verbrechen gegen Gott, Handel mit dem Teufel, Mord an Frauen und Kindern. Es begannen neue Verhöre und Folterungen, denen fast immer unschuldige Menschen ausgesetzt waren. Diese Verfolgung erstreckte sich auch auf benachbarte Städte wie Castel Vittorio und Sanremo, wo weitere Hexenverfolgungen stattfanden.

 - SESTIERE BURGU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA DELLE ERBE

 - SERAFINO PETROZZI, PIETRO ALARIA CARACCIOLO, GIUSEPPE TORRE .

De Scribani chiese il supplizio del rogo per quattro donne, il governo però tentennò e domandò aiuto a Serafino Petrozzi; quest'ultimo affermò che la confessione non avallava l'accusa. Così obbligarono il De Scribani a produrre altre prove e questi rispose che avrebbe avuto bisogno di tempo per le indagini, dato che i delitti erano avvenuti molto tempo prima e ormai era difficile accertarli. Rifece comunque i processi e il 30 agosto confermò la condanna a morte per stregoneria. Ad affiancare Petrozzi arrivarono altri due giudici: Pietro Alaria Caracciolo e Giuseppe Torre e tutti e tre confermarono la condanna a morte sul rogo. Tra i condannati vi furono Peirina di Badalucco e Gentile di Castel Vittorio. Poco prima dell'esecuzione della condanna, arrivò il Padre Inquisitore di Genova, unico rappresentante dell'Inquisizione di Roma e il solo con il potere di giudicare i fatti e i crimini inerenti alla stregoneria. Dopo il suo intervento nell'ottobre del 1588, le condannate vennero inviate a Genova, dove già si trovavano rinchiuse le prime tredici streghe. Poco dopo il doge genovese Davide Vacca inoltrò al Santo Uffizio due richieste di mettere fine al processo. Finalmente, il 23 aprile del 1589 il tragico processo alle streghe venne terminato. Non si sa esattamente che fine hanno fatto le donne incarcerate a Genova, ma è probabile che - come sostenuto da alcuni storici - furono lasciate libere.
SERAFINO PETROZZI, PIETRO ALARIA CARACCIOLO ET GIUSEPPE TORRE
De Scribani demanda la condamnation au bûcher pour quatre femmes, mais le gouvernement hésita et demanda l'aide de Serafino Petrozzi; ce dernier affirma que les aveux n'étayaient pas l'accusation. Ils forcèrent donc De Scribani à produire d'autres preuves et ce dernier répondit qu'il aurait eu besoin de temps pour enquêter, étant donné que les crimes avaient eu lieu longtemps auparavant et qu'il était maintenant difficile de les vérifier. Toutefois, il refit les procès et le 30 août il confirma la condamnation à mort pour sorcellerie. Deux autres juges furent joints à Petrozzi: Pietro Alaria Caracciolo et Giuseppe Torre et tous trois confirmèrent la condamnation au bûcher. Parmi les condamnés se trouvait Peirina de Badalucco et Gentile de Castel Vittorio. Peu avant l'exécution de la sentence le Père Inquisiteur arriva de Gênes unique représentant de l'Inquisition de Rome seule habilitée à juger les faits et les crimes inhérents à la sorcellerie. Après son intervention, en octobre 1588, les condamnés furent envoyés à Gênes où les treize premières sorcières étaient déjà emprisonnées. Peu de temps après, le doge de Gênes Davide Vacca transmit deux requêtes au Saint-Office visant à mettre fin au procès. C’est le 23 avril 1589 que ce procès tragique contre les sorcières pris fin. On ne sait pas exactement ce qu'il advint des femmes incarcérées à Gênes, mais il est probable - comme l’affirment certains historiens - qu’elles furent libérées.
SERAFINO PETROZZI, PIETRO ALARIA CARACCIOLO, GIUSEPPE TORRE
De Scribani asked to send four women to the stake, but the government hesitated and asked Serafino Petrozzi for help; he stated that the confession did not support the accusation. So they forced De Scribani to find more evidences and he replied that he would need time for investigation, since the crimes had occurred long before and it was now difficult to ascertain them. However, he instituted 30 proceedings and on 30th August confirmed death sentence for witchcraft. With Petrozzi two other judges arrived: Pietro Alaria Caracciolo and Giuseppe Torre and all three confirmed the death sentence to the stake. Peirina of Badalucco and Gentile of Castel Vittorio were among the condemned people. Shortly before the execution of the sentence, the Father Inquisitor of Genoa - the only representative of the Inquisition of Rome and the only one with the power to judge facts and crimes concerning witchcraft - arrived. After his intervention in October 1588, the condemned were sent to Genoa, where the first thirteen witches were already locked up. Shortly after, the Genoese doge Davide Vacca sent to the Holy Office two requests in order to stop the trial. Finally, on 23rd April 1589, the tragic witch trials were ended. It is unknown what exactly happened to the women locked in Genoa, but it is likely that - as some historians asserted - they were let free.
SERAFINO PETROZZI, PIETRO ALARIA CARACCIOLO, GIUSEPPE TORRE
De Scribani verlangte für vier Frauen die Folter des Scheiterhaufens, doch die Regierung zögerte und bat Serafino Petrozzi um Hilfe, der erklärte, dass das Geständnis die Anschuldigungen nicht stütze. Sie zwangen De Scribani, weitere Beweise vorzulegen, woraufhin er antwortete, dass er Zeit für die Ermittlungen benötige, da die Verbrechen lange zurücklägen und es jetzt schwierig sei, sie zu ermitteln. Er verhandelte die Prozesse jedoch erneut und bestätigte am 30. August das Todesurteil wegen Hexerei. Neben Petrozzi traten zwei weitere Richter auf: Pietro Alaria Caracciolo und Giuseppe Torre, und alle drei bestätigten das Todesurteil auf dem Scheiterhaufen. Zu den Verurteilten gehörten Peirina di Badalucco und Gentile di Castel Vittorio. Kurz vor der Vollstreckung des Urteils traf der Pater Inquisitor von Genua ein, der einzige Vertreter der Inquisition in Rom und der einzige, der befugt war, über die Fakten und Verbrechen im Zusammenhang mit Hexerei zu urteilen. Nach seiner Intervention im Oktober 1588 wurden die Verurteilten nach Genua geschickt, wo die ersten dreizehn Hexen bereits eingesperrt waren. Kurz darauf richtete der genuesische Doge Davide Vacca zwei Bitten an das Heilige Offizium, den Prozess zu beenden. Am 23. April 1589 wurde der tragische Hexenprozess schließlich beendet. Es ist nicht genau bekannt, was mit den in Genua inhaftierten Frauen geschah, aber es ist wahrscheinlich, dass sie - wie einige Historiker behaupten - freigelassen wurden.

 

 - SESTIERE MARINA

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA SAN GIOVANNI

 - LAGODEGNU

Fuori delle mura, memorabile ritrovo di streghe: "una remota e orrida località" dove si trova un piccolo lago formato dalla cascata del rio Grugnarolo, che s'immette nel torrente Argentina. Non lontano da Lagodégnu si trova Ciàn der préve, zona erbosa prospiciente il ponte medievale di Mauta. Altro luogo interessante è il pubblico lavatoio della Noce e la fontana di Campomavùe. Il Noce è importante perché pareva essere l'albero prediletto delle streghe. Luogo, dunque, caratterizzato dalla presenza dell'acqua alla quale sono attribuite proprietà terapeutiche, depurative e diuretiche. Secondo la leggenda, tali caratteristiche sono state date alle acque dalle streghe. La fontana di Campomavùe è un bellissimo manufatto costituito da un arco di pietra e da una vasca e si trova fuori dall'abitazione. La più importante è la Cabotina, che si trova fuori dalle mura ed era la zona più povera di Triora. "Era la località... orrida e deserta, detta Cabotina. In tale luogo si sarebbero svolti i convegni notturni delle streghe, le quali avrebbero giuocato a palla con bambini in fasce, palleggiandoseli da un albero all'altro fra quei radi albero di noce...". Attualmente è uno dei luoghi più famosi di Triora. È probabile che qui vivessero donne sole, prostitute, contadine le quali furono tra le prime a essere coinvolte nel processo. Tra miti e leggende, tra incontri segreti iniziò una vera e propria caccia, seguita da torture.
LAGODEGNU
Hors des murs, connu depuis toujours comme un repaire de sorcières; « lieu isolé et horrible » avec un petit lac formé par la cascade du torrent Grugnarolo qui se jette dans la rivière Argentina. Non loin de Lagodégnu se trouve le lieu-dit « Ciàn der préve » (le plan du prêtre n.d.t,), un grand pré surplombant le pont médiéval de Mauta. Le lavoir public du Noyer et la fontaine de Campomavùe sont également d’autres lieux intéressants. Le noyer est important car il a été toujours considéré comme l'arbre préféré des sorcières. Un lieu caractérisé donc par la présence d’eau à laquelle on attribue des propriétés thérapeutiques, purifiantes et diurétiques. Selon la légende, ces pouvoirs avaient été données par des sorcières. La fontaine de Campomavùe est une belle construction formée par un arc de pierre avec un bassin et elle est située à l'extérieur de l’habitat. La plus importante est surtout la Cabotina, située elle aussi hors les murs dans la zone la plus pauvre de Triora. « C'était l'endroit... horrible et désert, appelé Cabotina. En ces lieux se déroulaient les convents nocturnes des sorcières qui jouaient avec des nouveau-nés en guise de ballon, en les faisant rebondir d'un arbre à l'autre parmi ces noyers clairsemés. ». C'est aujourd’hui l'un des lieux les plus célèbres de Triora. Il est probable qu’à cet endroit vivaient surtout des femmes célibataires, des prostituées, des paysannes et qu’elles furent ainsi parmi les premières à être impliquées dans ce procès aux sorcières. Stimulées par les mythes, les légendes et les rendez-vous clandestins, la chasse et les tortures vont commencer.
LAGODEGNU
Outside the walls, famous witches’ meeting place: "a remote and frightful site" where there is a small lake formed by the waterfall of the rio Grugnarolo, affluent of the Argentina stream. Not far from Lagodégnu there is Ciàn der préve, a grassy area overlooking the medieval Mauta Bridge. Another interesting place is the public walnut washroom and the Campomavùe fountain. Walnut is important because was probably the witches’ favourite tree. A place, therefore, characterized by the presence of water with therapeutic, purifying and diuretic properties which, according to legend, were given by witches. The fountain of Campomavùe is a beautiful handiwork consisting of an arch (made of stone) and a basin, placed outside the house. The most important is the Cabotina, which is located outside the walls, in the poorest area of Triora. "It was a place... frightful and desert, called Cabotina. There would be nocturnal witches, who would play ball with babies in arms, among the walnut trees... " Nowadays it is one of the most famous places in Triora. It is probable that the first to be involved in the trial were lone women, prostitutes and peasants living here. Among myths, legends and secret meetings, a real hunt began, followed by torture.
LAGODEGNU
Lagodégnu, außerhalb der Stadtmauern, ein denkwürdiger Ort für Hexen: "ein abgelegener und schrecklicher Ort", an dem sich ein kleiner See befindet, der durch den Wasserfall des Baches Grugnarolo gebildet wird, der in den Wildbach Argentina mündet. Nicht weit von Lagodégnu entfernt liegt Ciàn der préve, eine Wiese mit Blick auf die mittelalterliche Mauta-Brücke. Ein weiterer interessanter Ort ist das öffentliche Waschhaus des Walnussbaums und der Brunnen von Campomavùe. Der Walnussbaum ist wichtig, weil er der Lieblingsbaum der Hexen sein soll. Ein Ort also, der durch das Vorhandensein von Wasser gekennzeichnet ist, dem therapeutische, entschlackende und harntreibende Eigenschaften zugeschrieben werden. Der Legende nach wurden dem Wasser diese Eigenschaften von Hexen verliehen. Der CampomavùeBrunnen ist ein wunderschönes Artefakt, das aus einem Steinbogen und einem Becken besteht und sich außerhalb der Siedlung befindet. Das wichtigste ist die Cabotina, die sich außerhalb der Stadtmauern befindet, und das ärmste Viertel von Triora war. "Es war der Ort... schrecklich und verlassen, genannt Cabotina. An einem solchen Ort hätten die nächtlichen Versammlungen der Hexen stattgefunden, die mit Säuglingen in Windeln Ball gespielt und sie zwischen den spärlichen Walnussbäumen von Baum zu Baum getrieben hätten...". Heute ist es einer der bekanntesten Orte in Triora. Es ist wahrscheinlich, dass hier einsame Frauen, Prostituierte und Bäuerinnen lebten. Zwischen Mythen und Legenden, zwischen geheimen Treffen begann eine echte Jagd, gefolgt von Folter.

 

 

   

 

 
ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia
 

   

  Città di Ventimiglia F.I.G.S. C.E.F.M.H.  
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