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ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

 

  ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

AURIVEU

BURGU
CAMPU
CIASSA
CUVENTU
MARINA

 

 

Agosto Medievale - 2018

La Famiglia Grimaldi in Ventimiglia

(1270 - 1499)

La famiglia genovese dei Grimaldi, fin dal XII secolo, assunse posizioni di prestigio e ricchezza, esercitando la mercatura e svolgendo attività politica e militare. Guelfi convinti, subirono spesso l'esilio. Gli stretti legami che li univano a Carlo d'Angiò determinarono la reazione dei ghibellini che li costrinsero a trasferirsi nella Contea di Ventimiglia. Terminata la Signoria dei Lomellino, ebbe così inizio quella dei Grimaldi e da quel momento la loro storia s'intrecciò sempre più strettamente con quella della nostra città. Seppur per breve tempo, poterono dire di aver avuto Ventimiglia di diritto. Di fatto, sedendovi come Governatori dei Duchi di Milano e dei Re di Francia, governarono per circa 70 anni. I membri della Casata dei Grimaldi ebbero modo di distinguersi in ogni tempo. Tutti seppero ben mediare le loro alleanze: a volte con l'intelligenza, a volte con l'inganno, a volte con la forza. La serie dei Signori di Monaco che tennero il governo della nostra città si chiude con la morte di Giovanni II Grimaldi. Negli anni a seguire il Casato tentò di rientrare in possesso di Ventimiglia, ma le relazioni tra le due città si limitarono alle sole materie ecclesiastiche per via della Signorie di Mentone e Roccabruna, soggette alla Diocesi intemelia.

 

   QUADRO 1 - SESTIERE BURGU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA COLLETTA

 - LUCHETTO GRIMALDI - Podestà di Ventimiglia – 1270 .

Al servizio di Carlo d'Angiò si era distinto nel sedare una rivolta in Sicilia. Rientrato in Ventimiglia, trovò la città in gran fermento. In quel momento storico (1270), rinsaldare la fazione ghibellina ventimigliese, facente capo ai Curlo - Saonese, era particolarmente necessario e urgente. Ma i guelfi ventimigliesi riuscirono, con azione violenta ed illegale, a far nominare Luchetto Grimaldi alla carica di Podestà. Appena insediato, i ghibellini abbandonarono la città e, armati, si ritirarono nei luoghi vicini. La notizia mise in agitazione Genova che inviò un gruppo di soldati in aiuto dei fuoriusciti. Lo scontro armato fu inevitabile; i ghibellini furono sconfitti e dovettero arrendersi. Ottennero salve le vite, ma Luchetto lasciò liberi solo i cittadini genovesi; tutti gli altri furono imprigionati.

 

   QUADRO 2 - SESTIERE CUVENTU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA BOREA

 - FRANCESCO GRIMALDI "il Malizia" – 1298

Uomo d'armi "il più coraggioso ed audace che nascesse mai", espulso da Genova nel 1295, ripara con la sua famiglia nella Contea di Ventimiglia. Appresa la notizia che Carlo D'Angiò rimetteva ogni suo diritto su Monaco, Eza e Turbia al ghibellino Nicolò Spinola, decise di conquistare la Rocca di Monaco. L' 8 gennaio 1297, Francesco ruppe gli indugi e travestito da frate francescano, aiutato nell'impresa da pochi uomini armati, anch'essi con il saio, riuscì nel suo intento e si impadronì del castello, cacciando gli Spinola. Da allora al blasone dei Grimaldi "d'argento fusato di rosso" vennero aggiunti, ai lati, due monaci che impugnano una spada. Gli Spinola ripararono in Dolceacqua da dove, con l'aiuto di Andriolo e Simeone D'Oria, dopo aver arruolato mercenari in quel di Sanremo, marciarono su Ventimiglia, già sotto assedio. Fra i difensori ventimigliesi si trovava anche Francesco Grimaldi che non esitò a combattere contro gli Spinola e perse la vita nella sanguinosa battaglia che ebbe luogo sulle rive del Roia.

 

   QUADRO 3 - SESTIERE AURIVEU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: SALITA MONS. DAFFRA

 - CARLO GRIMALDI il "Grande" – 1331

Signore di Monaco, Cagnes e Roccabruna, Ammiraglio di Francia. fu Rettore di Ventimiglia dal 1331 al 1339 e Governatore dal 1354 al 1357. Carlo aveva restituito la libertà alla nostra città una prima volta nel 1331, in seguito al trattato di pace sottoscritto con Genova il 9 febbraio 1331 a Pigna. Nel 1335 riprese le armi contro i ghibellini genovesi e, per la seconda volta, liberò la nostra città. A questo punto Carlo, in accordo con la fazione guelfa decise il passaggio di Ventimiglia nella Contea di Provenza, con la promessa di Re Roberto D'Angiò della sua elevazione a Capoluogo di Vicaria e la giurisdizione su tutto il territorio della Contea ventimigliese. E il 25 maggio 1335, nella nostra cattedrale, alla presenza di tutte le autorità cittadine, di Carlo Grimaldi e del Siniscalco di Provenza Filippo di Sanguineto, data lettura del trattato di dedizione, tutti i presenti, tra esclamazioni di giubilo, approvarono e Ventimiglia entrò così a far parte integrante della Contea di Provenza.

 

   QUADRO 4 - SESTIERE CAMPU

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA BOREA

 - LAMBERTO GRIMALDI Signore di Ventimiglia – 1463

Figlio di Nicola, Signore di Antibo e Cagnes, sposando la quattordicenne Claudina, unica erede di Catalano Grimaldi e pertanto della Signoria di Monaco, evitò che il Casato si estinguesse. Lamberto divenne quindi Signore di Monaco. Gli annali ci dicono che fu degno del Casato di cui era diventato garante; essendo uomo astuto, coraggioso e sottile conoscitore dell' animo umano, si valse di queste doti per realizzare il progetto politico che i suoi predecessori avevano fallito: estendere i confini della Signoria sino al fiume Roia, dandole così Ventimiglia come capitale. Era un progetto ambizioso, ma Lamberto, contando sulla protezione dei Conti di Provenza e sul fatto che al Re di Francia Ludovico XI non importasse recare danno alla Repubblica di Genova, decise che fosse giunto il momento propizio per riunire politicamente Ventimiglia e Monaco. L'8 settembre 1463, il Parlamento Generale degli abitanti della Città e delle Ville, lo proclamò Signore di Ventimiglia, alla presenza dei Sindaci Porro e Galleani che gli giurano fedeltà.

 

   QUADRO 5 - SESTIERE MARINA

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA DELLE ERBE

 - ALOISIO GRIMALDI Comandante della Rocca - 1469

Cavaliere di Malta, fratello di Lamberto, fu uomo d'armi di valore per esperienza militare e coraggio. Allorquando nel 1469 il nuovo Signore di Milano, Duca Galeazzo Sforza, con un atto di forza, occupò la città di Mentone, Lamberto decise di correre ai ripari e nominò Aloisio suo luogotenente per organizzare la difesa di Ventimiglia. Aloisio prese il comando della Rocca, riorganizzò le difese e fece aumentare la dotazione di munizioni. Il Duca Galeazzo, preso atto che i Grimaldi non avevano alcuna intenzione di fare atto di sottomissione, ruppe gli indugi ed inviò contro Ventimiglia un esercito guidato dal condottiero Corrado Da Fogliano. La fortezza venne assediata e fu sottoposta ad un intenso cannoneggiamento. Il 12 novembre 1469 la guarnigione si arrese: Aloisio, il suo comandante, era morto, colpito dal tiro di una spingarda.

 

   QUADRO 6 - SESTIERE CIASSA

 - SITO DELL’AMBIENTAZIONE: PIAZZA ROCCHETTA

 - GIOVANNI II GRIMALDI Signore di Ventimiglia – 1499

Figlio di Lamberto, gli annali dicono che fu personaggio molto controverso, di spirito irrequieto, poco conciliante nelle cose pubbliche. Nel 1495 tentò in nome del Re di Francia, con l'aiuto del cognato Luca D'Oria, Signore di Dolceacqua, e di Paolo Fregoso, di riprendere la Signoria di Ventimiglia. L'impresa non riuscì perché, dopo un lungo assedio, i parlamentari di Ventimiglia, Galleani e De Giudici, non accettarono le gravose condizioni imposte per la resa della città che rimase pertanto inespugnata. Soltanto nel 1499 quando Luigi XII di Francia divenne Signore del Milanese e di Genova, su delega di Renato di Rouen, consigliere e ciambellano regio, Giovanni II fu nominato Governatore di Ventimiglia, delle sue fortezze e del castello di Penna. Il Grimaldi, appena insediato, delegò ad amministrare la città il dottore in legge Giovanni De Ramoini e scelse l'illustre Antonio Lantero quale plenipotenziario presso il Re di Francia.

 

   

 

 
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