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ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

 

  ENTE AGOSTO MEDIEVALE Ventimiglia

AURIVEU

BURGU
CAMPU
CIASSA
CUVENTU
MARINA

 

 

34ª edizione - 2010

BEATRICE LASCARIS di TENDA

(1372/1418)

Beatrice Balbo Lascaris, meglio conosciuta come Beatrice di Tenda, nasce nel 1372 da Pietro Balbo Lascaris conte di Ventimiglia e signore di Tenda.

Visse la sua gioventù nel castello paterno di Tenda, dove in quegl’anni, circolavano mercenari e numerose truppe di soldati, a difesa dei territori liguri dagli attacchi angioini, tra cui quella del condottiero Bonifacio Cane, detto Facino “il Terribile”, che appena vide Beatrice, se ne innamorò, tanto che decise di rapirla portandola con se nelle sue imprese.

Il 2 Settembre 1403, Facino e Beatrice si sposarono a Tenda. Beatrice partecipò attivamente alle conquiste del marito, dimostrandosi molto battagliera. Durante il matrimonio con Cane, seppe anche rivestire il ruolo di sua saggia consigliera per la conquista del ducato di Milano.

Nel 1412 improvvisamente Facino Cane si ammalò di Gotta e il 16 maggio, dopo pochi giorni di sofferenza, morì. Beatrice, ormai quarantenne, si risposò con Filippo Maria Visconti duca di Milano, più giovane di lei di 20 anni. Era il 24 luglio 1412, quando nella chiesa d’Abbiategrasso, si celebrò l’unione, ma non fu un matrimonio d’amore, solo d’interesse da parte del duca, che da quel momento entrò in possesso delle risorse, delle terre e dell’esercito, ereditate da Beatrice dal defunto marito, potendo così imporre i suoi diritti sul Ducato di Milano, restaurando il dominio visconteo.

Dopo qualche anno di matrimonio, il duca diventò insofferente verso la moglie, ritenendola troppo interessata alle sue questioni politiche. Inoltre l’eccessiva differenza d’età, iniziò a pesare sul giovane Filippo, che s’innamorò di una nobildonna milanese, dama di compagnia di Beatrice, tale Agnese del Maino, con la quale, cercò un pretesto per liberarsi della consorte.

Per mezzo di una menzogna, raccontata da due damigelle chiacchierone, Filippo Maria, accusò Beatrice di averlo tradito con il musico di palazzo, Michele Orombelli.

Era il 23 Agosto 1418, quando il Duca, senza verificare ulteriormente, ordinò che la Duchessa venisse arresta con l’accusa d’adulterio e rinchiusa nelle prigioni del Castello di Binasco. Nonostante le numerose e brutali torture che le furono inflitte, non ammise mai l’infedeltà, giurando ripetutamente d’essere innocente; a tradirla fu il musicista, che con la promessa da parte del Duca di aver salva la vita, confessò il falso, condannando a morte la povera Beatrice.

A Ventimiglia, appena si venne a sapere dell’ingiusta carcerazione di Beatrice, si cerco di sollevare una protesta armata contro il Duca, da tempo non ben visto nei nostri territori, da parte di Giovanni Bordino e Badino Novello, che fu però immediatamente respinta dal podestà Battista di Savignone.

Riconosciuta ingiustamente colpevole, la sera del 13 Settembre 1418, nella piazza del Castello di Binasco, Beatrice fu decapitata, ma non prima di vedere morire le due bugiarde damigelle, uccise per evitare che in seguito potessero rivelare la verità, e il codardo Michele, che nonostante la promessa del Duca, fu giustiziato.
 

 

   

 

 
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