Beatrice Balbo Lascaris,
meglio conosciuta come Beatrice di Tenda, nasce nel 1372 da Pietro Balbo
Lascaris conte di Ventimiglia e signore di Tenda.
Visse la sua gioventù nel
castello paterno di Tenda, dove in quegl’anni, circolavano mercenari e
numerose truppe di soldati, a difesa dei territori liguri dagli attacchi
angioini, tra cui quella del condottiero Bonifacio Cane, detto Facino
“il Terribile”, che appena vide Beatrice, se ne innamorò, tanto che
decise di rapirla portandola con se nelle sue imprese.
Il 2 Settembre 1403, Facino e Beatrice si sposarono a Tenda. Beatrice
partecipò attivamente alle conquiste del marito, dimostrandosi molto
battagliera. Durante il matrimonio con Cane, seppe anche rivestire il
ruolo di sua saggia consigliera per la conquista del ducato di Milano.
Nel 1412 improvvisamente Facino Cane si ammalò di Gotta e il 16 maggio,
dopo pochi giorni di sofferenza, morì. Beatrice, ormai quarantenne, si
risposò con Filippo Maria Visconti duca di Milano, più giovane di lei di
20 anni. Era il 24 luglio 1412, quando nella chiesa d’Abbiategrasso, si
celebrò l’unione, ma non fu un matrimonio d’amore, solo d’interesse da
parte del duca, che da quel momento entrò in possesso delle risorse,
delle terre e dell’esercito, ereditate da Beatrice dal defunto marito,
potendo così imporre i suoi diritti sul Ducato di Milano, restaurando il
dominio visconteo.
Dopo qualche anno di matrimonio, il duca diventò insofferente verso la
moglie, ritenendola troppo interessata alle sue questioni politiche.
Inoltre l’eccessiva differenza d’età, iniziò a pesare sul giovane
Filippo, che s’innamorò di una nobildonna milanese, dama di compagnia di
Beatrice, tale Agnese del Maino, con la quale, cercò un pretesto per
liberarsi della consorte.
Per mezzo di una menzogna, raccontata da due damigelle chiacchierone,
Filippo Maria, accusò Beatrice di averlo tradito con il musico di
palazzo, Michele Orombelli.
Era il 23 Agosto 1418, quando il Duca, senza verificare ulteriormente,
ordinò che la Duchessa venisse arresta con l’accusa d’adulterio e
rinchiusa nelle prigioni del Castello di Binasco. Nonostante le numerose
e brutali torture che le furono inflitte, non ammise mai l’infedeltà,
giurando ripetutamente d’essere innocente; a tradirla fu il musicista,
che con la promessa da parte del Duca di aver salva la vita, confessò il
falso, condannando a morte la povera Beatrice.
A Ventimiglia, appena si venne a sapere dell’ingiusta carcerazione di
Beatrice, si cerco di sollevare una protesta armata contro il Duca, da
tempo non ben visto nei nostri territori, da parte di Giovanni Bordino e
Badino Novello, che fu però immediatamente respinta dal podestà Battista
di Savignone.
Riconosciuta ingiustamente colpevole, la sera del 13 Settembre 1418,
nella piazza del Castello di Binasco, Beatrice fu decapitata, ma non
prima di vedere morire le due bugiarde damigelle, uccise per evitare che
in seguito potessero rivelare la verità, e il codardo Michele, che
nonostante la promessa del Duca, fu giustiziato.